Attenzione ai miti! …. per esempio l’efficienza


Se è vero che l’efficienza serve alla crescita e dal punto di vista psicologico “crescita” significa maturare, migliorare, divenire indipendenti, essere padroni di sé, l’esaltazione acritica di questi valori, che hanno permeato di sé anche il nostro inconscio, forse trascura di considerare che essere “indipendenti” significa anche essere “soli”, e che “crescere”, “diventare più grandi”, ci ricorda Hillman, non sempre e non solo significa “migliorare” e “maturare”, ma anche “appassire” e “morire”.
Dimenticare tutto questo e vivere la “crescita” nei termini in cui il potere ce la dipinge nelle sfavillanti scenografie della potenza significa non rendersi conto che ogni crescita quantitativa ha un costo in termini di scadimento qualitativo. Tutti i numeri in ascesa, che ogni forma di potere ostenta con spirito ottimistico, nascondendo quell’aspetto oscuro che manda segnali di declino, quando non di pericolo, fino a quel limite che è l’estinzione.
Scrive Hillman “il potere dell’economia come quello delle religioni, è stato interiorizzato. Governa con mezzi psicologici. E’ l’economia a determinare chi è incluso e chi è marginalizzato, distribuendo premi e punizioni quali ricchezza e povertà , vantaggi e svantaggi. Proprio perché questa interiorizzazione delle sue idee è così indiscutibilmente e universalmente accettata, è l’economia il luogo dove oggi risiede l’inconscio e dove il bisogno di analisi psicologica è maggiore.”
Se oggi la nostra teologia è l’economia, quel tempio comune che accoglie tutti e dal quale i mercanti non sono stati cacciati, come sommo sacerdote di quel tempio, il potere non governa come un re a cui bisogna assolutamente ubbidire, e neppure come un dittatore con una polizia segreta. Nella sua incarnazione economica il potere agisce attraverso la pervasività delle sue idee, e la civiltà che ne nasce è tenuta insieme non dalle idee di bellezza, verità, giustizia, pace, ma dalle idee di commercio, proprietà, prodotto, scambio, valore, profitto, denaro. Chi riesce a impadronirsi di quest’ordine di idee, ormai depositate nell’inconscio collettivo e a condirle con la seduzione dell’eccessiva semplificazione e della semplicità offre pace mentale senza fatica mentale. Einstein disse:”Tutto dovrebbe essere semplice come può esserlo, ma non di più”.

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