Il paradigma della post opulenza


I nuovi paradigmi che emergeranno dall’onda lunga della crisi – e che possiamo definire della post-opulenza – si orienteranno verso alcune dimensioni socio-culturali che già oggi costituiscono la piattaforma strategica per imprese e pubblica amministrazione: la sostenibilità, lo sharing, la cura e la qualità del tempo e dello spazio. In particolare possiamo ragionare su quattro dimensioni che vedono affiancati valori spesso antinomici come: Deep & Quick, Trust & Share, Unique & Universal, Crucial & Sustainable. Il gusto, la sensibilità, la qualità, il benessere, – al di là del lusso e dell’opulenza che appaiono fuori tempo – verranno ripensati e ridefiniti nei prossimi anni sulla base di questi nuovi parametri che renderanno obsolete le logiche che fino ad oggi hanno imperato nel mondo dell’impresa e della pubblica amministrazione. Il lusso diventerà gusto, il veloce diventerà anche profondo, la fiducia sarà il nuovo valore portante e la sostenibilità il nuovo standard.

Il rapporto rinnovato tra velocità, accessibilità e qualità vedrà l’affermazione ad esempio del Fast Good, di prodotti e servizi che non potranno più contrapporre commodity e gratificazione sensoriale, low cost e profondità/intensità dell’esperienza, personalizzazione e condivisione del valore, etica sostenibile ed estetica distintiva, ma dovranno nello stesso tempo esaudire tempestivamente e contemporaneamente tutti questi diversi bisogni e desideri. Saranno questi – tra l’altro – i bastioni del nuovo modello di business che il made in Italy dell’eccellenza dovrà e potrà proporre con successo, fondato sull’alta intensità dell’esperienza e del gusto e non più sull’alta gamma e sul lusso. Per confrontarsi con soggetti/consumatori sempre più in grado di saltare da una esperienza all’altra, in una dimensione di economia ibrida, sarà necessario definire un territorio d’azione preciso ma nello stesso tempo dotato di potenzialità trasversali, per un nuovo mercato che non punta più sulla promessa generica di qualità ma sullo standard innovativo e sull’intensità dell’esperienza e dei processi produttivi e conoscitivi.

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4 risposte a Il paradigma della post opulenza

  1. fabia biancifiori ha detto:

    ……il veloce diventerà anche profondo !!! Come è possibile conciliare le due cose ? In questo periodo di cambiamenti turbolenti le persone hanno bisogno di vitalità per affrontare gli eventi, di saggezza per aprire il tesoro della conoscenza e di impegno per la creazione di valore. Gusto, profondo e fiducia……Cosa si intende per profondo?

    • Cristina ha detto:

      Prodondo vuol dire aprirsi ad una dimensione nuova, non così nota e sperimentata. Ci dobbiamo mentalizzare a ragionare con strumenti nuovi, con schemi nuovi. Il paradosso è che abbandonando le strade note ed accettando di percorrerne di nuove tutto si semplifica. A me sembra che la tua domanda sia legata al fatto che interpreti con mappe vecchie nuovi territori. Credo che i tuoi dubbi nascano da li. Non dico che fare questo passaggio sia scontato ma è il futuro. E’ più semplice di quanto si pensi purché si decida di passare ad una dimensione più spirituale e non razionale.

  2. helvia gianantoni ha detto:

    sono commossa da questo scritto perchè da un pò di tempo con le mie amiche e con uno dei miei figli stiamo ragionando su questo nuovo stare nelle cose della vita che spaventa
    anche noi perchè è un cambiamento radicale ,ma è anche pieno di fascinazione e nuove speranze-possibilità visto il mal-essere che ci procura questo modo di vivere una vita che di vera vita perde le sembianze. Grazie di essere presenti, visibili perchè se un battito di farfalla ….diventiamo un immenso sciame di farfalle e anche noi “muoveremo” nuove sensibilità ,intelliggenze al servizio della vita.Grazie ancora dal profondo del cuore

  3. Luk ha detto:

    Grazie a te per le commoventi parole che hai usato.
    Questo blog è nato dall’esigenza di condividere con altre persone sintonizzate sulla stessa lunghezza d’anda pensieri e idee che riguardano l’uomo e il suo futuro.
    Penso che espandendo questo pensiero attraverso il web si possa costruire una rete di relazioni tra anime profondamente unite per realizzare quella necessaria evoluzione o forse rivoluzione umana che i tempi attuali ci impongono.
    Luk

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