Il tao e la poesia quantistica


Willian Blake
” Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il paradiso in un fiore di selva”  William Blake.

Devo essere onesto non ho mai avuto una passione per la poesia però ultimamente sento che l’essenzialità e il perenne mutamento si prestano al racconto poetico.
“Quando s’arriva agli atomi, il linguaggio va utilizzato così come avviene in poesia”. Questa frase non è stata pronunciata da un letterato, bensì da Niels Bohr, colui che meditò più a fondo d’ogni altro la teoria dei quanti, la quale avrebbe modificato alla radice il pensiero moderno.
Fu poi lo stesso Bohr ad affermare: “Quando si pensa a un’emozione, questa scompare”. Questa frase mi ricorda il testo di Lao Tzu scritto più di 2500 anni fà che in forma molto poetica (ecco forse dove mi sto accostando alla poesia!) parla del Tao:
“il Tao di cui si può parlare
non è l’eterno Tao. Il nome che si può pronunciare
non è lo stesso nome.
Il Tao ha un nome e al tempo stesso ne è privo.
Senza nome è l’origine di ogni cosa;
con un nome è la madre delle diecimila creature.
Chi non desidera riesce a cogliere il mistero,
chi desidera ne vede solo le manifestazioni.
E il mistero stesso è la porta
che conduce a ogni conoscenza.”

Purtroppo nell’epoca in cui proprio la scienza più avanzata scopre la necessità della poesia, la scuola e le università italiane sembra l’abbandonino, in vista di una pretesa scientificità, rivolta ai formalismi più vari, che la stessa scienza tende ad abbandonare.
L’Italia è tra gli ultimi Paesi europei nella lettura dei libri, la letteratura e la poesia suscitano ironia, lo studio è sinonimo di noia, vuoto, inutilità. Sia nelle aule di scuola sia in quelle universitarie lo studio è sinonimo di nozioni tanto snervanti quanto inservibili. Le nozioni saranno poi giustamente e puntualmente dimenticate, con un fastidio e una repulsione, che dureranno per sempre.
Poesia vuol dire contemplazione, racconto essenziale. Un accento poetico significa richiamare un’attenzione possibilmente compartecipe su quanto è narrato, e proprio la fisica moderna ha scoperto che dentro la materia non ci sono più cose, bensì onde di probabilità, possibilità, libertà.
Volgersi alla libertà poetica significa spingersi al di la della materia stessa, in un luogo
remoto e pure presente,
ampio e pure immediato,
indefinito e pure limpido,
indefinibile e pure reale,
dentro e fuori di noi.

Le pagine aspettano letture libere, semplici, partecipi, i cui significati vadano di là dai loro limiti formali aprendosi a visioni olistiche, questo permetterà lo sviluppo di una vera coscienza globale.

Dimenticavo, un grazie a Ruggero per la bella foto che mi ha ricordato la famosa poesia di Blake

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Idee, Umanesimo e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Il tao e la poesia quantistica

  1. franklinguamozza ha detto:

    Un ottimo blog!
    Fai un salto anche da me, parlo di scuola e di disabili in un racconto
    ti aspetto eh? arileggerci!
    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2010/12/06/debolume/#comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...