Oltre il cinismo


JOSEPH CONRAD

“La linea d’ombra”

… Tutto l’insieme rafforzava in me l’oscura sensazione che la vita non fosse altro che uno sciupio di giorni, sensazione che in parte inconsapevolmente mi aveva fatto abbandonare un comodo imbarco, allontanato da uomini che mi piacevano, per sottrarmi alla minaccia del vuoto… per poi ritrovare la vacuità alla prima svolta. Davanti a me stava un uomo stimato per il suo carattere, che aveva raggiunto una buona posizione, e che si rivelava un assurdo e squallido chiacchierone. E così era probabilmente ovunque; da est a ovest, da cima a fondo della scala sociale. Fui colto da un grande scoraggiamento. Un torpore spirituale. La voce di Giles seguitava compiaciuta; la voce stessa della vuota presunzione universale. Ma io non ero più in collera con quella voce. Non ci si poteva aspettare dal mondo nulla di originale, nulla di nuovo, di sorprendente, di significativo: nessuna occasione di scoprire qualcosa a proposito di se stessi, nessuna saggezza da acquisire, nessun divertimento da godere. Tutto era stupido e sopravalutato, come lo era il capitano Giles. E così sia.

Un formidabile ostacolo all’innovazione è rappresentato dal cinismo. Il cinico ha dalla sua una visione lucida, realistica, fredda della realtà, suffragata dalla esperienza. I suoi argomenti sono taglienti e verosimili, perché la realtà è veramente piena di elementi che confortano la sua visione disillusa. Il mondo è pieno di capitani Giles, uomini stimati, di buona posizione, che per questo si autocompiacciono, nascondono il niente dietro la propria voce ripetuta, sono «assurdi e squallidi chiacchieroni». E la conclusione che non ci si può aspettare da questo mondo «nulla di originale, nulla di nuovo, di sorprendente, di significativo» è pienamente giustificata. I cinici hanno dalla loro il peso della evidenza. Ma, appunto, per innovare occorre andare oltre questo mondo, oltre i capitani Giles e le loro scoraggianti banalità. E, per andare oltre, il cinismo è una palla al piede. Se vuoi far procedere l’innovazione nella tua organizzazione, suggeriscono alcuni studiosi, fai fuori quelli che sono cinici. Il cinismo uccide la motivazione, demoralizza le persone, impedisce che i processi durino fino al punto di produrre risultati. Se i cinici cambiano e stanno al gioco, bene, altrimenti fuori. Brutale, ma chiaro. E quando i cinici accettano finalmente di rischiare nel gioco innovativo, allora scoprono realtà che erano loro precluse. Superata la crisi, il protagonista di Conrad riceve addirittura l’incarico, giovanissimo, di guidare una nave da capitano. Ed ecco la rinascita: «Sì, era là. Divorai con gli occhi, felice, lo scafo, l’attrezzatura. Quel senso di vacuità della vita che mi aveva reso così irrequieto negli ultimi mesi perse la sua amara ragione di essere, la sua malefica influenza, dissolvendosi in un fiotto di emozione gioiosa».

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